Il segreto della follia politica

Abbiamo forse capito una piccola cosa, e la consegniamo ai lettori. I casi Orlando Villari Latorre, per parlare della Rai, sono privi di senso. Conflitti interni ai partiti e a quel che resta delle coalizioni (Veltroni-Di Pietro) si sviluppano a casaccio, senza una regola decifrabile. Lo stesso per la relazione maggioranza-opposizione. Leggi Lo strano caso del Pd all’americana e della sua classe dirigente sovietica
21 NOV 08
Ultimo aggiornamento: 15:19 | 9 AGO 20
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Il segreto di questa follia però è possibile leggerlo in chiaro. Il sistema è cambiato, ma non ci sono un linguaggio e una cultura di sostegno al cambiamento. Nei partiti e tra i partiti è ancora necessario abbaiare alla vecchia maniera, organizzare trappole da antica Repubblica parlamentare frammentata e correntizia, insomma il cambiamento non è governato da una adeguata cultura politica.
Il sistema è cambiato sì, ma non come volevano i politologi più rigorosi bensì come hanno deciso gli spiriti animali della politica e gli elettori. E’ strutturalmente bipolare, dopo queste ultime elezioni, e tendenzialmente bipartitico dopo la “vocazione maggioritaria” del Pd e l’unificazione del Pdl. Il CaW, Berlusconi più Walter Veltroni, esiste al di là delle intenzioni, è un dato di fatto funzionale in un Parlamento che ha reso irrilevante e sonnolento il centro piccino di Casini, che deve fare i conti con il solo chiasso residuale di un Di Pietro ma senza più un’estrema sinistra o un’estrema destra. Alcune decisioni comuni alla fine vengono prese (Zavoli, il patto per la Rai tra Bettini e Letta, il giudice costituzionale, Pisanu all’antimafia). Su alcuni scontri frontali si realizza alla fine una mediazione del Quirinale efficace (il lodo Alfano). Un metodo di canalizzazione dei conflitti si intravede, sebbene sottotraccia. Ma la maschera grintosa di uno scontro incandescente e fazioso deve continuare a coprire la faccia, non bella, della politica italiana.